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Art. 7 D. Lgs. 196/2003

1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.

2. L'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione:

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b) delle finalità e modalità del trattamento;
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e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

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Questa sezione contiene informazioni su "Come fare per" ottenere informazioni e servizi. È uno strumento che avvicina il cittadino ai procedimenti necessari alle sue esigenze.

Vai alla voce "Attività e Procedimenti" della Sezione AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE.


EDILIZIA, URBANISTICA

S.C.I.A.

A) Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) art. 22 DPR 380/2001

Ai sensi dell’art. 22 del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii. ed in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente, i seguenti interventi sono realizzabili mediante SCIA di cui all’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241:

  1. Manutenzione straordinaria (pesante). Interventi di manutenzione straordinaria di cui all'articolo 3, comma 1 lettera b) del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii., qualora riguardino le parti strutturali dell'edificio;

  2. Restauro e di risanamento conservativo (pesante). Interventi di restauro e di risanamento conservativo di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c) del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii., qualora riguardino le parti strutturali dell'edificio;

  3. Ristrutturazione edilizia cosiddetta “semplice” o “leggera”. Interventi di ristrutturazione edilizia (compreso cambio di destinazione d’uso rilevante fuori dal centro storico) di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d) del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii, diversi da quelli indicati nell'articolo 10, comma 1 lettera c) del medesimo D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii;

  4. Varianti in corso d’opera a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell'edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire. Ai fini dell'attività di vigilanza urbanistica ed edilizia, nonché ai fini dell'agibilità, tali segnalazioni certificate di inizio attività costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruzione dell'intervento principale e possono essere presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori;

  5. Varianti in corso d’opera a permessi di costruire che non presentano i caratteri delle variazioni essenziali, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l'acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore, e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista;

  6. SCIA in sanatoria.

L’attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data di presentazione della segnalazione all’amministrazione competente, salvo i casi in cui la SCIA è condizionata all'acquisizione di atti di assenso comunque denominati o pareri di altri uffici e amministrazioni, ovvero all'esecuzione di verifiche preventive.

È comunque salva la facoltà dell'interessato di chiedere il rilascio di permesso di costruire per la realizzazione degli interventi di cui sopra, senza obbligo del pagamento del contributo di costruzione.

La segnalazione certificata di inizio attività è sottoposta al termine massimo di efficacia pari a tre anni ed è corredata:

  1. da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali, che asseveri la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati ed ai regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie.

  2. dall'indicazione dell'impresa cui si intende affidare i lavori;

La realizzazione della parte non ultimata dell'intervento è subordinata a nuova segnalazione. L'interessato è comunque tenuto a comunicare allo sportello unico la data di ultimazione dei lavori.

La segnalazione certificata può essere presentata mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento, ad eccezione dei procedimenti per cui è previsto l’utilizzo esclusivo della modalità telematica; in tal caso la denuncia si considera presentata al momento della ricezione da parte dell’amministrazione.

Nei casi in cui si applica la disciplina della segnalazione certificata di inizio attività di cui all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, prima della presentazione della segnalazione, l'interessato può richiedere allo sportello unico di provvedere all'acquisizione di tutti gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l'intervento edilizio, o presentare istanza di acquisizione dei medesimi atti di assenso contestualmente alla segnalazione. Lo sportello unico comunica tempestivamente all'interessato l'avvenuta acquisizione degli atti di assenso. Se tali atti non vengono acquisiti entro il termine di cui all'articolo 20, comma 3 del DPR 380/2001, si applica quanto previsto dal comma 5-bis del medesimo articolo.

In caso di presentazione contestuale della segnalazione certificata di inizio attività e dell'istanza di acquisizione di tutti gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l'intervento edilizio, l'interessato può dare inizio ai lavori solo dopo la comunicazione da parte dello sportello unico dell'avvenuta acquisizione dei medesimi atti di assenso o dell'esito positivo della conferenza di servizi.

La modulistica per la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) è scaricabile dal sito del Comune di Pietrelcina  (www.comune.pietrelcina.bn.it)  sezione modulistica.

La documentazione da allegare alla SCIA è riportata all’art. 30 del RUEC vigente, visionabile sul sito dell’Ente alla sezione “Amministrazione Trasparente” – “Pianificazione e governo del territorio” – “R.U.E.C.”

S.C.I.A. in alternativa al permesso di costruire

Segnalazione certificata di inizio attività in alternativa al permesso di costruire (SCIA) art. 23 DPR 380/2001

In alternativa al permesso di costruire, nel rispetto dell’art. 23 del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii., possono essere realizzati mediante segnalazione certificata di inizio di attività i seguenti interventi:

  1. Ristrutturazione edilizia cosiddetta “pesante”. Interventi di ristrutturazione edilizia (compreso cambio di destinazione d’uso rilevante nel centro storico) di cui all'articolo 10, comma 1, lett. c) del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii.;

  2. Nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica in esecuzione di strumenti urbanistici attuativi. Interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti; qualora i piani attuativi risultino approvati anteriormente all'entrata in vigore della legge 21 dicembre 2001, n. 443, il relativo atto di ricognizione deve avvenire entro trenta giorni dalla richiesta degli interessati; in mancanza si prescinde dall'atto di ricognizione, purché il progetto di costruzione venga accompagnato da apposita relazione tecnica nella quale venga asseverata l'esistenza di piani attuativi con le caratteristiche sopra menzionate (art. 23, comma 1, lett. b) del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii.);

  3. Nuova costruzione in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali. Interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche (art. 23, comma 1, lett. c) del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii.); 

  4. Nuova costruzione (clausola residuale). Interventi non riconducibili alle fattispecie di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;

  5. Recinzioni, muri di cinta o cancellate;

  6. SCIA in sanatoria.

Il proprietario dell'immobile o chi abbia titolo per presentare la segnalazione certificata di inizio attività, almeno trenta giorni prima dell'effettivo inizio dei lavori, presenta allo sportello unico la segnalazione. L’inizio dei lavori è sempre subordinato all'acquisizione di eventuali atti di assenso comunque denominati o pareri di altri uffici e amministrazioni, ovvero all'esecuzione di verifiche preventive.

La segnalazione certificata di inizio attività è sottoposta al termine massimo di efficacia pari a tre anni ed è corredata:

  1. da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali, che asseveri la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati ed ai regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie.

  2. dall'indicazione dell'impresa cui si intende affidare i lavori;

La realizzazione della parte non ultimata dell'intervento è subordinata a nuova segnalazione. L'interessato è comunque tenuto a comunicare allo sportello unico la data di ultimazione dei lavori.

La segnalazione certificata può essere presentata mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento, ad eccezione dei procedimenti per cui è previsto l’utilizzo esclusivo della modalità telematica; in tal caso la denuncia si considera presentata al momento della ricezione da parte dell’amministrazione.

La modulistica per la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) è scaricabile dal sito del Comune di Pietrelcina  (www.comune.pietrelcina.bn.it)  sezione modulistica.

 

La documentazione da allegare alla SCIA è riportata all’art. 30 del RUEC vigente, visionabile sul sito dell’Ente alla sezione “Amministrazione Trasparente” – “Pianificazione e governo del territorio” – “R.U.E.C.”

Comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA)

Comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA)

I seguenti interventi sono realizzabili mediante CILA ai sensi dell’art. 6 bis del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii:

  1. Manutenzione straordinaria (leggera). Opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni di uso. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso; ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio;

  2. Restauro e di risanamento conservativo (leggero). Interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio;

  3. Eliminazione delle barriere architettoniche (pesanti). Interventi che comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;

  4. Interventi non riconducibili all’elenco di cui agli art. 6, 10 e 22 del D.P.R. 380/2001 (clausola residuale);

  5. Attività di ricerca nel sottosuolo (in aree interne al centro edificato). Opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi;

  6. Movimenti di terra non inerenti all’attività agricola;

  7. Serre mobili stagionali funzionali allo svolgimento dell’attività agricola (con strutture in muratura);

  8. Realizzazione di pertinenze minori. Opere che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, non qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume inferiore al 20% del volume dell’edificato principale.

I suddetti interventi sono realizzabili previa comunicazione, anche per via telematica, dell'inizio dei lavori da parte dell'interessato all'amministrazione competente, fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

L'interessato trasmette all'amministrazione comunale l'elaborato progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell'edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio; la comunicazione contiene, altresì, i dati identificativi dell'impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.

Per gli interventi soggetti a CILA, ove la comunicazione di fine lavori sia accompagnata dalla prescritta documentazione per la variazione catastale, quest'ultima è tempestivamente inoltrata da parte dell'amministrazione comunale ai competenti uffici dell'Agenzia delle entrate.

La mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori comporta la sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l'intervento è in corso di esecuzione.»

La modulistica per la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) è scaricabile dal sito del Comune di Pietrelcina (www.comune.pietrelcina.bn.it)  sezione modulistica.

La documentazione da allegare alla CILA è riportata all’art. 30 del RUEC vigente, visionabile sul sito dell’Ente alla sezione “Amministrazione Trasparente” – “Pianificazione e governo del territorio” – “R.U.E.C.”

Rilascio permesso di costruire

RILASCIO PERMESSO DI COSTRUIRE

Il permesso di costruire viene rilasciato secondo il seguente iter procedurale;

  • inoltro della richiesta al comune, in bollo, utilizzando il modello unificato, completa di grafici e documentazione di rito; all’interessato verrà comunicato il nominativo del responsabile del procedimento, il quale potrà chiedere lievi modifiche al progetto originario, nonché atti integrativi entro 30 giorni dalla presentazione della domanda; le pratiche vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione;

  • entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, salvo unica interruzione per la richiesta di atti, il responsabile del procedimento cura l’istruttoria e formula una motivata proposta al responsabile del servizio; qualora sia necessario acquisire ulteriori atti di assenso comunque denominati, resi da amministrazioni diverse, si procede ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 (conferenza di servizi);

  • il responsabile del servizio rilascio il permesso di costruire entro 30 giorni dalla proposta del RUP;

  • qualora sia indetta la conferenza di servizi, la determinazione motivata di conclusione del procedimento, assunta nei termini di cui agli articoli da 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, è, ad ogni effetto, titolo per la realizzazione dell’intervento;

  • decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, ove il dirigente o il responsabile dell’ufficio non abbia opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio-assenso, fatti salvi i casi in cui sussistano vincoli relativi all’assetto idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali, per i quali si applicano le disposizioni di cui agli articoli da 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire i seguenti interventi:

  1. la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l'ampliamento di quelli esistenti all'esterno della sagoma esistente;

  2. gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal Comune;

  3. la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;

  4. l’installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione (abrogato implicitamente dagli artt. 87 e segg. del d.lgs. n. 259 del 2003);

  5. l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili;

  6. gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale;

  7. la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all'aperto ove comportino l'esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato;

  8. gli "interventi di ristrutturazione urbanistica", quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale

  9. interventi di nuova costruzione (clausola residuale). Interventi non riconducibili alle fattispecie di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;

  10. varianti in corso d’opera a permessi di costruire che presentano i caratteri delle variazioni essenziali;

  11. varianti a permessi di costruire comportanti modifica della sagoma nel centro storico;

  12. mutamento di destinazione d’uso avente rilevanza urbanistica;

  13. permesso di costruire in sanatoria;

  14. edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico da realizzarsi in deroga agli strumenti urbanistici generali ai sensi dell’art. 14 del D.P.R. 380/2001.

La modulistica per la richiesta del permesso di costruire (PdC) è scaricabile dal sito del Comune di Pietrelcina (www.comune.pietrelcina.bn.it) sezione modulistica.

 

La documentazione da allegare alla richiesta di permesso di costruire è riportata all’art. 29 del RUEC vigente, visionabile sul sito dell’Ente alla sezione “Amministrazione Trasparente” – “Pianificazione e governo del territorio” – “R.U.E.C.”

Segnalazione certificata di agibilità

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI AGIBILITA'

 

La sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente, nonché la conformità dell'opera al progetto presentato e la sua agibilità sono attestati mediante segnalazione certificata ai sensi dell’art. 24 del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii..

Ai fini dell'agibilità, entro quindici giorni dall'ultimazione dei lavori di finitura dell'intervento, il soggetto titolare del permesso di costruire, o il soggetto che ha presentato la segnalazione certificata di inizio di attività, o i loro successori o aventi causa, presenta allo sportello unico per l'edilizia la segnalazione certificata, per i seguenti interventi:

a) nuove costruzioni;
b) ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;
c) interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni sopra elencate.

La mancata presentazione della segnalazione comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 77 a euro 464, così diversificata:

a) € 77,00 nel caso in cui la segnalazione venga presentata con un ritardo di 60 giorni rispetto al termine di cui al citato art. 24, comma 2 del DPR 380/2001;

b) € 154,00 nel caso in cui la segnalazione venga presentata con un ritardo di ulteriori 60 giorni rispetto al punto a);

c) € 231,00 nel caso in cui la segnalazione venga presentata con un ritardo di ulteriori 60 giorni rispetto al punto b);

d) € 464,00 nel caso in cui la segnalazione venga presentata oltre il termine di cui al punto c).

Ai fini dell'agibilità, la segnalazione certificata può riguardare anche:

a) singoli edifici o singole porzioni della costruzione, purché funzionalmente autonomi, qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all'intero intervento edilizio e siano state completate e collaudate le parti strutturali connesse, nonché collaudati e certificati gli impianti relativi alle parti comuni;
b) singole unità immobiliari, purché siano completate e collaudate le opere strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all'edificio oggetto di agibilità parziale.

La segnalazione certificata è corredata dalla seguente documentazione:

a) attestazione del direttore dei lavori o, qualora non nominato, di un professionista abilitato che assevera la sussistenza delle condizioni di cui all’art. 24, comma 1 del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii.;
b) certificato di collaudo statico di cui all'articolo 67 del D.P.R. 380/2001 ovvero, per gli interventi di cui al comma 8-bis del medesimo articolo, dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori;
c) dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche di cui all'articolo 77, nonché dell'articolo 82 del D.P.R. 380/2001;
d) gli estremi dell'avvenuta dichiarazione di aggiornamento catastale;
e) dichiarazione dell'impresa installatrice, che attesta la conformità degli impianti installati negli edifici alle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico prescritte dalla disciplina vigente ovvero, ove previsto, certificato di collaudo degli stessi.

L'utilizzo delle costruzioni può essere iniziato dalla data di presentazione allo sportello unico della segnalazione corredata della documentazione di cui sopra per la quale si applica la procedura di cui all’art. 19, commi 3 e 6-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Per l’agibilità devono essere versati i diritti di segreteria (€ 100,00 per ogni unità immobiliare residenziale - € 150,00 per ogni unità immobiliare commerciale e produttiva).

La modulistica per la segnalazione certificata di agibilità è scaricabile dal sito del Comune di Pietrelcina (www.comune.pietrelcina.bn.it) sezione modulistica.

Attività libera (art. 6 D.P.R. 380/2001)

Attività libera (art. 6 D.P.R. 380/2001)

I seguenti interventi, ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. 380/2001, sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo:

  1. gli interventi di manutenzione ordinaria;

  2. gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 Kw;

  3. gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;

  4. le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;

  5. i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;

  6. l'installazione dei depositi di gas di petrolio liquefatti di capacità complessiva non superiore a 13 mc (vedi art. 17 del decreto legislativo n. 128 del 2006);

  7. le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola;

  8. le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni, previa comunicazione di avvio lavori all'amministrazione comunale;

  9. le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l'indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;

  10. i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;

  11. le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici;

  12. manufatti leggeri in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore (art. 3, comma 1 lett. e.5 del D.P.R. 380/2001);


PRESTAZIONI SOCIALI

Ottenere il Bonus Elettrico

CHE COS'E' IL BONUS?

E' uno sconto sulla bolletta, introdotto dal Governo e reso operativo dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico con la collaborazione dei Comuni, per assicurare un risparmio sulla spesa per l'energia alle famiglie in condizione di disagio economico e fisico e alle famiglie numerose.

Il bonus è previsto per:

 

DISAGIO ECONOMICO

per famiglie con ISEE non superiore a 7.500 euro

o per famiglie numerose (con più di 3 figli a carico) con ISEE non superiore a 20.000 euro

 

CHI NE HA DIRITTO

Possono ottenere il bonus tutti i clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura elettrica, per la sola abitazione di residenza, appartenenti:

  • ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 7.500 euro;

  • ad un nucleo famigliare con più di 3 figli a carico e indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro;

Ogni nucleo famigliare, che abbia i requisiti  può richiedere per disagio economico sia il bonus per la fornitura elettrica che per la fornitura gas.
Se in casa vive un soggetto in gravi condizioni di salute che possiede i requisiti per il bonus per disagio fisico, la famiglia può richiedere anche questa agevolazione.

 

COME SI RICHIEDE

La domanda va presentata presso il Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane) utilizzando gli appositi moduli.

 

RINNOVO E VARIAZIONI

Per il disagio economico il bonus è riconosciuto per 12 mesi. Al termine di tale periodo, per ottenere un nuovo bonus, il cittadino deve rinnovare la richiesta presentando apposita domanda.  

 

QUANTO VALE IL BONUS PER DISAGIO ECONOMICO

Il valore del bonus dipende dal numero di componenti della famiglia anagrafica ed è aggiornato annualmente dall'Autorità.
Per l'anno 2016 questi sono i valori :

Numerosità familiare 1-2 componenti

€ 80

Numerosità familiare 3-4 componenti

€ 93

Numerosità familiare oltre 4 componenti

€ 153

 

GRAVI CONDIZIONI DI SALUTE (DISAGIO FISICO)

per i casi in cui una grave malattia costringa all'utilizzo di apparecchiature mediche alimentate con l'energia elettrica (elettromedicali) indispensabili per il mantenimento in vita

 

CHI NE HA DIRITTO

Possono ottenere il bonus tutti i clienti domestici affetti da grave malattia o i clienti domestici con fornitura elettrica presso i quali viva un soggetto affetto da grave malattia, costretto ad utilizzare apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita.

L'elenco delle apparecchiature elettromedicali salvavita che danno diritto al bonus sono state individuate dal Decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2011.

Il bonus per disagio fisico è cumulabile con quello per disagio economico (sia elettrico che gas) qualora ricorrano i rispettivi requisiti di ammissibilità.

 

COME SI RICHIEDE

La domanda va presentata presso il Comune di residenza del titolare della fornitura elettrica (anche se diverso dal malato) utilizzando gli appositi moduli o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane)

Non è richiesta la presentazione dell'ISEE. Il bonus per queste situazioni viene concesso indipendentemente dalla fascia di reddito del richiedente.

 

QUANTO VALE IL BONUS PER DISAGIO FISICO

Il valore del bonus per disagio fisico è articolato in 3 livelli che dipendono da: potenza contrattuale, apparecchiature elettromedicali salvavita utilizzate e tempo giornaliero di utilizzo.

€/anno per punto prelievo

 

FASCIA MINIMA

FASCIA MEDIA

FASCIA MASSIMA

extra consumo rispetto a utente tipo (2700/kWh/anno)

fino a 600 kWh/anno

tra 600 e 1200 kWh/anno

oltre 1200 kWh/anno

fino a 3 kW

€ 175

€ 288

€ 417

oltre 3 kW (da 4,5 kW in su)

€ 410

€ 519

€ 628

 

I moduli sono disponibili nella sezione modulistica del sito web del comune di Pietrelcina, ovvero sul sito dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas www.autorita.energia.it  o sul sito Anci (www.bonusenergia.anci.it).

 

fonte: www.autorita.energia.it

(Autorità per l'energia elettrica e il gas)

Ottenere il Bonus Gas

CHE COS'E' IL BONUS

E' uno sconto sulla bolletta, introdotto dal Governo e reso operativo dall'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico con la collaborazione dei Comuni, per assicurare un risparmio sulla spesa per l'energia alle famiglie in condizione di disagio economico e alle famiglie numerose. 

Il Bonus è previsto per: DISAGIO ECONOMICO

CHI NE HA DIRITTO

Possono ottenere il bonus tutti i clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura di gas naturale, per la sola abitazione di residenza, appartenenti:

  • ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 7.500 euro;
  • ad un nucleo famigliare con più di 3 figli a carico e indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro;
  • con misuratore gas di classe non superiore a G6 (la classe del misuratore è collegata alla quantità di gas che può essere trasportata in un punto di fornitura e distingue le utenza domestiche da quelle di tipo industriale o commerciale. Questo parametro viene verificato dal distributore).

La compensazione è riconosciuta sia ai clienti che hanno stipulato un contratto di fornitura individuale (clienti domestici diretti), sia ai clienti che utilizzano impianti condominiali (clienti domestici indiretti).

 

COME SI RICHIEDE

La domanda va presentata presso il Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane) utilizzando gli appositi moduli.

 

QUIANTO VALE IL BOMUS PER DISAGIO ECONOMICO 

Gli importi previsti sono differenziati rispetto alla categoria d'uso associata alla fornitura di gas, alla zona climatica di appartenenza del punto di fornitura e al numero di componenti della famiglia anagrafica (persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi la medesima residenza). Il valore del bonus è aggiornato annualmente dall'Autorità entro il 31 dicembre dell'anno precedente.

Ammontare della compensazione per i clienti domestici (€/anno per punto di riconsegna)

2016

Zona climatica

A/B

C

D

E

F

Famiglie fino a 4 componenti

Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura

31

31

31

31

31

Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura + Riscaldamento

74

91

120

150

189

Famiglie oltre a 4 componenti

Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura

49

49

49

49

49

Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura + Riscaldamento

103

133

175

213

274

I moduli sono disponibili nella sezione modulistica del sito web del comune di Pietrelcina, ovvero sul sito dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas www.autorita.energia.it  o sul sito Anci (www.bonusenergia.anci.it).

 

fonte: www.autorita.energia.it 

(Autorità per l'energia elettrica e il gas)

Assegno di maternità erogato dai Comuni

Assegno di maternità erogato dai Comuni

Questo tipo di assegno spetta alle madri non lavoratrici, e alle madri lavoratrici che non abbiano però diritto all’indennità erogata dall’INPS o alla retribuzione nel periodo di astensione per maternità.

Può essere richiesto dalle madri che abbiano la cittadinanza italiana, comunitaria o extracomunitaria ma che, in quest’ultimo caso, siano in possesso della carta di soggiorno o del permesso di soggiorno CE per i soggiornanti di lungo periodo.

Requisito comune è la residenza in Italia al momento del parto.

L’erogazione di questo assegno è subordinanta alla presenza di un requisito economico: è necessario, infatti, che il reddito ed il patrimonio posseduti dal nucleo familiare della madre al momento della data della domanda di assegno siano inferiori ad un determinato valore ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) che per l’anno 2015 è pari ed € 16.954,95.

La domanda deve essere presentata presso il proprio comune di residenza, entro il termine di sei mesi dalla nascita del bambino (o dall’ingresso del minore nella famiglia, in caso di adozione o affido).

Il modulo di domanda può essere scaricato dal sito web del Comune di Pietrelcina (www.comune.pietrelcina.bn.it) sezione modulistica.

modulo domanda di assegno di maternità

Assegno per nucleo familiare con presenza di almeno tre figli minori

Concessione assegno per nucleo familiare

(art. 65 Legge 448/1998 e s.m.i.)

Cosa è

L’assegno per nucleo familiare è un assegno concesso dal Comune ed erogato dall’INPS, istituito con la legge 448 del 23/12/98, a tutti i nuclei familiari composti da cittadini italiani residenti con tre o più minori. Successivamente, l’art. 2, comma 2, del decreto 25 maggio 2001, n.337 ha esteso la possibilità di usufruire del beneficio in oggetto anche ai cittadini comunitari nel territorio italiano.

A chi serve

Tale assegno di € 141,30 mensili (relativamente all’anno 2015), per tredici mensilità su base annua, verrà corrisposto soltanto a nuclei familiari:

a. Composti da cittadini italiani o stranieri comunitari residenti, con tre figli di età inferiore a diciotto anni;

b. dotati di risorse economiche inferiori o uguali a :

nel caso di cinque componenti: valore ISEE € 8.555,99

Vi sono ulteriori maggiorazioni di reddito nel caso di componente con handicap psico-fisico permanente o invalidità al 66% o se entrambi i genitori svolgono attività di lavoro o di impresa.

Chi lo emette

L’assegno è concesso dal Comune ma erogato dall’INPS.

Come si fa

La domanda dovrà essere consegnata all’ufficio Protocollo del Comune di Pietrelcina unitamente all’indicatore della situazione economica equivalente (I.S.E.E);

L’autocertificazione e la certificazione dell’indicatore della sistuazione economica devono essere compilati presso un C.A.F. o il Comune, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello per cui si richiede l’assegno.

Quanto dura

Tale assegno di € 141,30 per tredici mensilità su base annua viene erogato in due rate da parte dell’INPS (luglio e gennaio dell’anno successivo).

 

Il modulo di domanda può essere scaricato dal sito web del Comune di Pietrelcina (www.comune.pietrelcina.bn.it) sezione modulistica.

modulo domanda di assegno per nucleo familiare


AUTORIZZAZIONI

Inoltro delle istanze di autorizzazione agli scarichi delle acque reflue in pubblica fognatura

A seguito di comunicazione trasmessa a questo Ente dalla AATO 1 Calore Irpino, si rende noto agli interessati che è disponibile sul sito www.atocaloreirpino.it, nella sezione “Area Tecnica – Autorizzazioni agli scarichi”, la nuova modulistica per l'inoltro delle istanze di autorizzazione agli scarichi delle acque reflue in pubblica fognatura.

Si ricorda che tutti i soggetti titolari di attività produttive, commerciali e di servizi presenti sul territorio del Comune di Pietrelcina non ancora in regola con l’autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura ed ancora non censiti nell’apposito catasto, al fine di evitare le previste sanzioni di legge, SONO TENUTI a regolarizzare la propria posizione presentando apposita richiesta, corredata della necessaria documentazione, agli uffici dell’AATO 1 Calore Irpino siti alla via Seminario, Casa della Cultura “Victor Hugo”, Avellino.

RECAPITI

Telefono: 0825/71067 - 71103      Fax: 0825/768815

e-mail: info@atocaloreirpino.it

pec: atocaloreirpino@pec.it

Sito Web:  AATO 1 CALORE IRPINO - Sezione Nuova Modulistica


PROTEZIONE CIVILE

Aderire al Gruppo Comunale di Volontariato di Protezione Civile

L'Amministrazione Comunale di Pietrelcina si propone la costituzione di un Gruppo Comunale di Volontariato di Protezione Civile, al quale possono aderire cittadini di ambo i sessi, che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e siano residenti (preferibilmente) nel Comune di Pietrelcina e che intendano prestare la loro collaborazione, senza fini di lucro o vantaggi personali ed esclusivamente per fini di solidarietà, nell'ambito delle attività di Protezione Civile.

Tale iniziativa deriva dalla considerazione che, nell'organizzazione locale di Protezione Civile, assume particolare rilievo la collaborazione dei cittadini nelle attività di prevenzione, protezione e soccorso, a supporto della struttura comunale, nonché nelle attività di formazione e addestramento.

Si ritiene necessario, pertanto, che il Comune si faccia promotore di tale iniziativa, contribuendo a creare una struttura che mantenga i caratteri peculiari del gruppo di volontariato (gratuità delle prestazioni, volontarietà della partecipazione, spirito di solidarietà), ma per sua natura venga ad essere strettamente collegata all'Ente locale per rientrare tra le componenti del sistema comunale di Protezione Civile.

I cittadini interessati dovranno presentare:

  • apposita domanda indirizzata al Sindaco, indicando le proprie generalità complete e dichiarando:
    • di essere in possesso dei requisiti richiesti (maggiore età e residenza nel Comune di Pietrelcina);
    • di non trovarsi in alcuna delle condizioni ostative previste dalla legge (non avere condanne penali né procedimenti penali in corso);
    • curriculum personale.

Per lo schema di domanda può essere utilizzato il modulo messo a disposizione dal Comune e scaricabile dalla sezione modulistica del sito istituzionale(www.comune.pietrelcina.bn.it).

Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare l'Ufficio Vigilanza:  tel. 0824 990609 - 991009

 

modello domanda gruppo comunale del volontariato di protezione civile

regolamento del gruppo comunale del volontariato di protezione civile


SERVIZI DEMOGRAFICI

Autocertificazione

Ai sensi delle disposizioni dettate dall'art. 15 della legge 12 novembre 2011, n. 183, dal 1° gennaio 2012 le Amministrazioni pubbliche e i soggetti privati gestori di pubblici servizi non possono più richiedere né accettare dai privati cittadini certificati prodotti da uffici della pubblica Amministrazione.

 

Le pubbliche Amministrazioni sono obbligate ad accettare le autocertificazioni e la mancata accettazione del documento costituisce violazione dei doveri d'ufficio.

 

Al fine di rendere più agevole ai cittadini la compilazione della modulistica inerente le proprie posizioni autocertificabili,  è stata predisposta sul sito ufficiale del Comune di Pietrelcina una sezione dedicata a cui possono accedere tutti attraverso preventiva registrazione, utilizzando la seguente procedura:

 

Registrazioneandare sul sito ufficiale del Comune di Pietrelcina (www.comune.pietrelcina.bn.it)  - servizi al cittadino - autocertificazione - si aprirà una maschera nella quale sono presenti 2 moduli (1° per cittadino residente o AIRE; 2° per cittadino non residente) compilare il modulo di appartenenza inserendo tutti i dati richiesti e contrassegnati con (*) nonché indicare OBBLIGATORIAMENTE l'indirizzo e-mail presso cui trasmettere la password assegnata. Per coloro i quali non dispongono di indirizzo e-mail, la password potrà essere ritirata presso l'ufficio anagrafe.

Una volta in possesso di password si può accedere alla propria scheda anagrafica ed effettuare le operazioni desiderate e di seguito indicate:

1)   Posizioni autocertificabili e risultanti dagli atti in possesso dell'ufficio: nascita - residenza - cittadinanza - stato di famiglia - matrimonio - esistenza in vita - godimento dei diritti politici. 

2) Altre posizioni autocertificabili a diretta conoscenza dell'interessato da compilare:     nascita figlio - iscrizione in albi o elenchi - titolo di studio - qualifica professionale - situazione reddituale - codice fiscale etc. etc.

3)  Dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà da compilare: fatti - stati - qualità personali a diretta conoscenza dell'interessato.

 

L'Ufficio dei Servizi Demografici di questo Ente è a disposizione per eventuali chiarimenti.

 

Tel. 0824  990623  - 990622 -  990620